Precisiamo che articoli, recensioni, comunicazioni, eventi, appuntamenti... e quant'altro vengono da noi pubblicati non in base ad una adesione ideologica o morale, ma solo se ce ne viene fatta esplicita richiesta (anche con una semplice comunicazione fatta alla nostra Redazione a scopo di pubblicazione), pur rimanendo noi liberi di soddisfare o meno i desiderata.

[Indice degli articoli]   [Home]

Il Principino e il Re
di Luciano Pranzetti

      Una riflessione sulla realtà sociale dei nostri giorni e una ipotesi niente affatto peregrina...

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazione

      Le cronache e l’informazione mondiale –tv, giornali, internet, radio, cellulari– da almeno un mese vanno narcotizzando la coscienza collettiva e ottundendo il ben dell’intelletto, con tonnellate di scemenze, idiozie e di alluvionali servizi, per  metterci al corrente della futura –ora finalmente avvenuta– nascita del principe baby britannico, figlio dei coniugi William e Kate, quasi fosse, questa notizia, la necessità prima da soddisfare in quest’epoca di crisi etica ed economica. Una vera iperdose di pozione mista di  eccitante e di sedativo.
     Scene di ordinario e beota becerume, con folle di automi assiepati ai cancelli, con individui quasi entusiasticamente spiritati che, partiti chi da Italia, chi da Spagna, chi da Francia ed approdati sulle rive del Tamigi tengono a farci sapere, dallo schermo tv, d’esser giunti colà, davanti alla reale clinica, per poter assistere all’evento e portarne il ricordo indelebile per tutta la vita, un vero tatuaggio virtuale,  e  per dire “io c’ero”.
   
      E’ questa la misura del totale degrado e della povertà mentale che affligge l’attuale società del divertimento e dell’effimero.    
       A tirar su queste acerbe considerazioni, ci è venuto in mente un episodio di forte e drammatico impatto, passato sotto silenzio, di speculare ed inversa simmetrìa, che certifica quanto la società moderna, pur vantandosi d’esser figlia della “ragione illuminata”, si qualifica come imbecille progenie di una madre altrettanto imbecille e sempre incinta: l’apparenza.
     Il 21 dicembre dell’anno 1985 –abbiamo a testimone il ritaglio– un quotidiano italiano mise in piedi un “esperimento il cui esito fu pubblicato due  giorni dopo, il 23 dicembre.
   
       Ecco il fatto: la redazione telefonò alla Prefettura civica comunicando che, dalla stazione ferroviaria, era arrivata,  a tarda sera, una  giovane  coppia calabrese, lui operaio in cerca di lavoro e lei incinta e nell’imminenza di dover partorire. Si chiedeva di reperire alloggio, cibo e assistenza medica.
     La Prefettura fece presenti le difficoltà burocratiche e la carenza di personale il quale, per l’esodo vacanziero natalizio, s’era ridotto all’osso, pertanto ci si rivolgesse al Vicariato, il quale, interpellato ma dichiaratosi impicciato per i riti di Natale ed oberato da richieste più o meno simili, rispose non essere  in grado di soddisfare quanto chiesto dalla redazione, consigliando, però, a bussare presso il Sindaco, ma l’ufficio di questi, data l’ora tarda –quasi le 22,00– era chiuso e il primo cittadino irreperibile.
     Forse, suggerì un funzionario di turno, qualcosa si sarebbe potuto fare telefonando all’Ospedale Maggiore, il quale, però, dichiarò che posti letto non v’erano e che molto personale, medico e paramedico, era in ferie, ma chissà, fu suggerito, che provando con  qualche parrocchia della città con annessa qualche associazione di volontariato...
   
       Le tre parrocchie interpellate lamentarono mancanza di mezzi, di strutture e di assistenza e, soprattutto, l’ora tarda: “Telefonate alla. . . Prefettura!”  

      I lettori –e noi pensiamo: anche i funzionari, i sacerdoti, e le persone interpellate–  due giorni dopo appresero che la giovane coppia calabrese era stata un’invenzione del giornale, la cui vicenda  aveva messa in evidenza come la tanto sbandierata solidarietà, di destra di centro e di sinistra, era la foglia di fico di una società distratta ed egoista, sicché se Maria incinta e Giuseppe in cerca di lavoro fossero tornati in questo mondo del  XX secolo, modellato da civili costituzioni, abitato da cristiani “adulti”, zeppo di  ONLUS, intriso di filantropismo massonico, avrebbero avuto lo stesso trattamento ricevuto 1985 anni prima, a Bethleem.
      Il cronista non dice se gli interessati provassero un senso di vergogna.

   
      Ora, ed ecco il termine speculare ma inverso, noi crediamo che se, al contrario, la coppia reale, di cui si è fatta indigestione massmediatica, avesse un mese fa, per vezzo o per calcolo pubblicitario, fatto richiesta di alloggio ad Enti, Alberghi, Parrocchie, associazioni onlus, avremmo assistito all’orgia dell’ospitalità entusiasta e, soprattutto, gratuita.

Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo" (Mt. 8, 20).  

Luciano Pranzetti

 

 

 

[Indice degli articoli]   [Home]