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LA VERIT└
Articolo programmatico
di Antonio Tagliamonte

Fonte:L'urlo del Sud, Nov. 2004

      Partendo da quanto scritto dal comunista Antonio Gramsci, Antonio Tagliamonte con passione e foga parla della conquista del Sud e preannuncia un programma di vera informazione, che smentisca le storielle bugiarde che tuttora si insegnano nelle scuole.

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazione

      In un libro di Antonio GRAMSCI sulla storia "risorgimentale" ho trovato scritto: "....quella piemontese è stata una feroce dittatura che ha messo a ferro ed a fuoco l'ITALIA Meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli "scrittori salariati" tentarono di infamare con il marchio di Briganti."

 

 

      Nessuno ci ha mai raccontato che il SUD fu dato alle fiamme dai barbari piemontesi; che un Popolo intero fu massacrato, distrutto, annientato.
      Nessuno fino ad oggi ha avuto il coraggio di processare la storia che ha nascosto le fucilazioni sommarie, le deportazione nei campi di concentramento di milioni di contadini del SUD.
      Penso sia giunto il momento che tutta la verità sia raccontata alle giovani generazioni meridionali, perché sappiano che il destino del SUD è stato cambiato dalla massoneria inglese di cui facevano parte i Savoia, i Mazzini, i Garibaldi, i Cavour....

 

 

 

      Chi eravamo noi meridionali fino al 1860 la storia ufficiale, ancora oggi, non ve lo racconta! Noi, attraverso le pagine di questo giornale, ve la racconteremo passopasso fino a farvi capire che i cattivi non eravamo noi, ma chi prepotentemente ci ha depredato dei nostri soldi, delle nostre fabbriche, delle nostre terre, della nostra storia e della nostra cultura.
      Basta dirvi che
quando Carlo Alberto mangiava ancora con il cucchiaio di legno, Ferdinando desinava in piatti di porcellana di Capodimonte. Il Sud fino al 1860 non aveva conosciuto ancora né la fame, né la disoccupazione e né l'emigrazione, tutto questo ci fu regalato dalla brama di quel pezzente di Vittorio Emanuele.

 

 

      Vi basta o devo continuare a farvi la lista di quanto ci è stato tolto?
      Pensate che il Regno, il nostro Regno, nel 1860
era la terza potenza economica ed industriale del mondo.
     
La seconda flotta Commerciale d'Europa; la nostra flotta da guerra era seconda solo a quella  inglese
      
ed i primi piroscafi a vapore furono costruiti a Napoli,
      non solo
la prima i ferrovia che non hanno potuto nascondere,
      ma anche
la prima locomotiva.
     
Gli unici lavoratori al mondo che percepivano la pensione erano i napoletani,
      solo i contadini duosiciliani lavoravano e vivevano di una
terra offerta in uso gratuito dal Re, tremilioni di contadini che non conoscevano miseria;
      
le scuole da noi erano gratuite,
      per circa ottomilioni di meridionali
la disoccupazione era una parola sconosciuta.
      Vi sembra poco quello che ho scritto? il resto al prossimo numero!
      Questa non è la storia romanzata che ci hanno raccontato in classe,
questa è la vera storia che per molti aspetti è ancora tenuta nascosta.
     
Ci sono ancora archivi che non possono essere consultati. Vi sembra una cosa seria?
      Se c'è in parlamento un sudista vero si faccia promotore di una legge che abolisca questo
divieto assurdo.

Antonio Tagliamonte

 

 

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