Precisiamo che articoli, recensioni, comunicazioni, eventi, appuntamenti... e quant'altro vengono da noi pubblicati non in base ad una adesione ideologica o morale, ma solo se ce ne viene fatta esplicita richiesta (anche con una semplice comunicazione fatta alla nostra Redazione a scopo di pubblicazione), pur rimanendo noi liberi di soddisfare o meno i desiderata.


[Home]   [Indice Miscellanea]


A proposito di un fatto di cronaca…
di Raffaello de' Minimi

In scheda sintetica:
           LA MALATTIA - Una donna di una sessantina di anni viene ricoverata al San Paolo di Milano. Il suo piede destro è in condizioni disastrose per l'accanirsi di un male violento. Con il passare del tempo il piede va in cancrena. L'unica cosa da fare è l'amputazione.
           IL RIFIUTO - I medici del San Paolo chiedono alla donna il consenso all'operazione. Lo prevede la Convenzione europea sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina firmata a Oviedo nel 1997 e ratificata dal Parlamento italiano il 28 marzo del 2001 (legge 145). La donna dice no.
           LO PSICHIATRA - Quel no può essere aggirato solo se viene accertato che la paziente non è in grado di badare a se stessa. Viene sottoposta a un esame psichiatrico. Lo specialista dice che la paziente è capace di intendere e volere. Anche i parenti rispettano la sua scelta.
           LA PROCURA - I medici si rivolgono alla Procura della Repubblica. Il magistrato consulta la Cassazione ma trova la sentenza numero 26444 dell'11 luglio 2002. Dice che se un medico opera un paziente senza il consenso di questi risponde di violenza privata sul secondo. Così non può far nulla.
Monsignor Peri, preside dell'Istituto teologico di Assisi: "Vorrei che cambiasse idea"
           IL TEOLOGO: LA VITA E' UN DONO DI DIO, ANCHE IL DOLORE E' UN VALO


"I giudizi sono preparati per i beffardi" (Proverbi XIX,29)

       La vita diciamo sempre che è il più importante dono di DIO.
       Anche questa terminologia è imprecisa: più che un dono è una "concessione". Usando dei termini presi dal diritto agrario, potremmo dire che la vita ci è concessa a titolo di "COLONIA MIGLIORATARIA Perpetua" (per quanto concerne l'anima) e"Temporanea" (per quanto concerne il corpo). Questo concetto di "COLONIA MIGLIORATARIA" esce pari pari dalla parabola dei talenti. Non dimentichiamo che la persona umana vera e propria esiste solo e fin quando corpo ed anima stanno insieme. Pertanto è impreciso dire"Preghiamo per il nostro fratello defunto": in modo più consono alla sana dottrina, oltre che alla realtà dei fatti, si dovrebbe dire:"Preghiamo per l'ANIMA del nostro fratello defunto".
       In ospedale si fa alle puerpere, reduci fresche di parti cesarei [in Campania quasi il 50% del totale] del vero e proprio terrorismo psicologico: si lascia diffondere (a livello di popolino, ma non solo) una sorta di "persuasione occulta", secondo la quale dopo un certo numero di cesarei (chi dice tre, chi quattro, chi anche meno, in determinati casi) la legatura delle tube di Falloppio (e magari pure quelle di Eustachio) sia OBBLIGATORIA. Mia moglie è passata per matta, prima di tutto perché ultraquarantenne, già pluripara, ha voluto avere un altro figlio, poi perché non ne ha voluto sapere di amniocentesi et similia (in questo appoggiata dal suo ginecologo che parla chiaro: reputa che, nei casi in cui si respinge l'idea di interrompere la gravidanza, è inutile sottoporsi a torture e ad ansie ed esporsi a pericoli di aborti spontanei), infine perché, non bastando tutto ciò, non ha voluto farsi chiudere le tube.
       Dicevo che tale persuasione occulta non sembra che sia diffusa solo tra il popolino, infatti amici medici, sapendo come la pensiamo, ci sono venuti a chiedere quale modulistica abbiamo dovuto riempire per non far chiudere le tube dopo il quarto cesareo.
       Il recente episodio della signora con la gamba in cancrena (citato sopra, nella scheda sintetica) forse è stato permesso da Dio proprio per poter sbattere in faccia a tanta gente che NESSUN intervento medico (a maggior ragione se chirurgico) è OBBLIGATORIO.
       Insomma, diciamolo chiaro a tutti: se non è atto dovuto un intervento salva-vita, tanto più non può esserlo la sterilizzazione chirurgica.
       Intervento per il quale mi auguro che ci sia, come già scrissi circa le amniocentesi, qualcuno che ammonisca a chiare lettere che si commette PECCATO, non solo quando l'intervento viene eseguito nella forma irreversibile (taglio delle tube nelle donne, vasectomia negli uomini), ma anche quando viene praticato nella modalità "teoricamente" reversibile (legatura).
       Ho messo le virgolette alla reversibilità della legatura per un motivo ben preciso, legato ad un aneddoto accaduto in un paese vicino al mio. Una signora si fece chiudere le tube. Anni dopo divorziò e si risposò. Volle dare dei figli al secondo marito. Andò di nuovo in sala operatoria, ma nel corso dell'intervento le tube si sfaldarono.
       Se è vero che, in teoria, le tube legate si possono "sciogliere", riaprire, in pratica, visto che si tratta di andare di nuovo sotto i ferri, non è un evento che si possa praticare a cuor leggero il giorno dopo.
       Dio abbia pietà di noi.

Raffaello de' Minimi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Home]   [Indice Miscellanea]