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Sanguisughe
Da il Giornale del 24 settembre 2006

Segnalato da Associazione Culturale "La Torre"

       A Napoli ci si industria per un pezzo di pane, nella Regione Marche (più a nord...) per un misero biglietto... Ma pensate cosa sono capaci d'inventarsi certe amministrazioni rosse e... razziste!

La Redazione

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono generalmente della Redazione

        - Biglietto, prego?
        - No, vede, Benito Mussolini mi fa schifo.
        Sugli autobus delle Marche in questi giorni la percentuale di antifascisti è altissima.
       Passeggeri di tutte le età, uomini, donne, bambini, ragazzini delle medie. Tutti pronti a giurare, davanti al controllore, di aver sempre combattuto contro il fascismo e i suoi epigoni.
        Qualcuno vanta ascendenti partigiani, iscrizioni all'Anpi, intona un «Bella Ciao», improvvisa una memoria di guerra. Forse può bastare un insulto ad un vecchio missino, una copia del Manifesto sotto il braccio, una tessera di partito, una foto di Cossutta.
       Perché per la Regione Marche
gli antifascisti sono come i sordomuti, i ciechi, gli invalidi, i mutilati di guerra, le donne incinte. Anche loro hanno diritto al viaggio gratis sull'autobus.
       Lo ha deciso lunedì scorso la giunta di centrosinistra guidata dal governatore Gian Mario Spacca (Margherita), stabilendo i nuovi criteri per le tariffe agevolate sui trasporti pubblici regionali e locali.
       Nella delibera si legge appunto che tra le categorie «aventi diritto alla libera circolazione» sui mezzi pubblici delle Marche ci sono «i perseguitati politici,
antifascisti e razziali [?!] riconosciuti».

il Giornale, 24 settembre 2006.

   
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