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Quei poveri pensionati dei parlamentari radicali
di Danilo Quinto

                                        Fonte: http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-quei-poveri-pensionati-dei-parlamentari-radicali-2754.htm

 

       A completamento dei precedenti articoli («Il “caso Danilo Quinto”» e «Chi tocca il partito radicale muore»), aggiungiamo il seguente di Danilo Quinto, ma in premessa ci sia consentita una riflessione.

       Enorme è il costo dei parlamentari in carica e di quelli in pensione. Il partito radicale non fa eccezione. I poveri (si fa per dire) pensionati radicali si pappano attualmente più di un milione di euro all'anno e Pannella, tra un digiuno e l'altro, si becca quasi 6.500 euro al mese, mentre quei fessi di comuni mortali (compresi quelli che votano partito radicale) piangono lacrime e sangue.

       Quel digiunatore di professione di Pannella, forse rimbambito dall'età, non si è accorto dell'ipocrisia consumata dal suo partito e da lui in prima persona, forse non si è accorto di quanto il suo partito grava e pesa sulle tasche degli italiani, soprattutto in questi tempi di lacrime e sangue, ora, dopo questo articolo, capirà (rimbambimento senile permettendo) che sarebbe bello essere un tantino più coerenti e magari restituire il mal tolto?

       Attenzione stiamo parlando di un piccolissimo partito! se queste cifre le rapportiamo a tutto il Parlamento, che somma ne viene fuori? Il Sig. Monti, tanto bravo nei numeri a danno della povera gente, sarà tanto onesto e corretto da imporre uguali conseguenziali provvedimenti contro la casta dei finora (ed ancora) intoccabili?
       Certo, sappiamo che Monti pare abbia rinunciato, non dico a imporre lacrime e sangue ai parlamentari (rispettando l'assurda e incomprensibile autonomia amministrativa del Parlamento), ma un minimo di decenza. Tuttavia ci chiediamo e gli chiediamo:
       1) dove è finita la democratica uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge?
       2)  i soldi amministrati dal Parlamento non provengono forse dal medesimo popolo bue? e se è così, lei, Sig. Monti, non ha il DOVERE (dovere, non facoltà) di amministrare anche quei soldi destinati al Parlamento?

       Ci sarebbe inoltre un bellissimo scherzetto che Monti potrebbe giocare alla casta del parlamento:
       1) modificare certe leggi "previdenziali" riguardanti i parlamentari (non consentendo fra l'altro il versamento degli irrisori quanto comodi contributi volontari) e
       2) dimettersi prima di Ottobre 2012.
       Sarebbe questo un bellissimo scherzo da prete per i circa 300 neoparlamentari, un ottimo risparmio e un graditissimo regalo agli italiani piangenti e sanguinanti.
        Lo farà?
        Lupo non mangia lupo! Il nostro è solo un sogno...

La Redazione

Grassetti, colori, parentesi quadre, sottolineature, corsivi
e quanto scritto nello spazio giallo sono gene
ralmente della Redazione
       Le chiacchiere che in questo periodo si fanno sui privilegi dei parlamentari e di coloro che ricoprono altrecariche elettive (consiglieri regionali, provinciali, ecc.), sono davvero risibili se si leggono i numeri e se siconfrontano alla situazione di quasi “rivolta sociale” in cui si trova larga parte della popolazione –soprattutto meridionale– del nostro Paese.
       Tutti sanno, ad esempio, che la legislatura terminerà alla sua conclusione naturale, perché nel 2007 è stata approvata una norma che per i nuovi eletti in Parlamento prevede una legislatura completa per l'acquisizione della pensione.
 
       I nuovi eletti –coloro che alle loro spalle non hanno altre legislature– non sono pochi. Pur nominati, come tutti, dalle segreterie dei partiti, sono in grado di condizionare le scelte, di determinare nuovi assetti politici, passando 18-08-2011 da un gruppo parlamentare all’altro e di curare i loro interessi.
   
       Quali sono questi interessi?
       Il primo interesse è relativo al trattamento economico nel corso del mandato.
   
       Il sito della Camera dei Deputati riferisce che
       • all’indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69 e determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 965 - pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali, si devono aggiungere:
       • la diaria (3.503,11) e
       • il rimborso forfettario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori (3.690,00).
                                        I deputati –oltre a disporre di una somma annua di
       • 3.098,74 per le spese telefoniche–
       • usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
       • Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100km.
  .
       Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo:
       • una quota del 4,5 % della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quantoprevisto da un tariffario;
       • una quota del 6,7 % della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro, in base alla quale, al termine del mandato, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 % dell' importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi);
       • una quota dell'8,6 % della propria indennità lorda, pari a 1.006,51 euro, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi.
   
       Dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
   
       Come sottolineava Carlo Bertini su “La Stampa” del 26 giugno scorso, circa 300 onorevoli di prima nomina raggiungeranno “i quattro anni, sei mesi e un giorno” necessari per accedere al vitalizio nell'ottobre 2012.
   
       L’articolo aggiungeva che i parlamentari italiani percepiscono un vitalizio all’incirca triplo di quello dei loro colleghi europei.
   
       Per rendersi conto dell’entità delle cifre, basta scorrere l’’elenco, comparso l’8 agosto scorso sul sito de “L’Espresso”, dei parlamentari (1.464 ex deputati e 843 ex senatori) che ricevono ogni mese il vitalizio.(1)
       Sono 200 milioni di euro distribuiti dal solo Parlamento ogni anno per chi ha ricoperto cariche elettive.(2)
       Nell’elenco non sono compresi gli oltre mille vitalizi di reversibilità pagati ai familiari di parlamentari scomparsi.(3)
  (1) = 2.307 parlamentari!
(2) = 387 miliardi 254 milioni
delle vecchie lire!
(3)
Calcolando solo 1.000 casi per una media ridotta all'80% si ottengono altri 69.354.139,58 euro!!!
       L’elenco contiene molte sorprese. Tra queste, quelle che riguardano gli ex parlamentari eletti nelle liste radicali. L’elenco è parziale, perché comprende coloro che in base ai regolamenti di Camera e Senato ha raggiunto l’età pensionabile e non comprende coloro che pur avendo i requisiti, sono in carica, in Parlamento o nelle legislature regionali. Per intenderci, nell’elenco non c’è Emma Bonino, che pur avendo raggiunto l’età pensionabile, è vice-presidente del Senato e non c’è Ilona Staller (in arte Cicciolina), eletta nelle liste radicali nell’’87, ancora in età non pensionabile.
 
È poi da considerare che le predette somme non servono per un Parlamento in attività, ma a mantenere in modo vergognosamente esagerato 3.307 (per difetto) parlamentari in pensione (compresi gli eredi) per un totale di 269 milioni 354 mila 139 euro e 58 centesimi!
       Tra i nomi degli eletti nelle liste radicali, in vita, che percepiscono emolumenti pensionistici, perché titolari dei requisiti previsti –oltre a Toni Negri, ex leader di Potere operaio, che mentre era in carcere per terrorismo nel 1983, Marco Pannella fece eleggere a Montecitorio, dove restò il tempo necessario per preparare la fuga e rifugiarsi in Francia e che percepisce una pensione di 2.199 euro netti– vi sono:
   

Andreani Renato, ..............................................................2.238,00;
Azzolina Gaetano, .............................................................2.384,00;
Bandinelli Angiolo, ...........................................................2.238,00;
Boato Marco, .....................................................................6.133,00;
Boneschi Luca, ..................................................................2.384,00;
Cicciomessere Roberto, ...................................................5.404,00;
Craveri Piero, ....................................................................2.103,00;
Crivellini Marcello, ...........................................................2.751,00;
Filippini Rosa, ...................................................................3.190,00;
Galli Marisa, .......................................................................3.412,00;
Mellini Mauro, ...................................................................4.493,00;
Pannella Giancinto detto Marco, (4) ...............................6.465,00;
Pezzana Angelo, ................................................................2.384,00;
Pinto Domenico, .................................................................3.412,00;
Rapagnà Pio, ....................................................................2.238,00;
Rippa Giuseppe, .................................................................2.345,00;
Signorino Mario, ..............................................................2.169,00;
Spadaccia Gianfranco, .......................................................2.873,00;
Stanzani Sergio, ................................................................5.082,00;
Strik Lievers Lorenzo, .....................................................3.190,00;
Teodori Massimo, ..............................................................4.131,00;
Tessari Alessandro, ............................................................5.802,00;
Viviani Ambrogio, .............................................................2.238,00.
[Vigevano Paolo,...............................................................2.199,00]
                       [per un misero TOTALE di ben 81.258,00
                di euro, e per ogni mese: 1.056.354,00 in un anno,
   pari a
2 miliardi 45 milioni 386mila 560 delle vecchie lire!]

 

Per un più comodo riscontro da parte del lettore ci siamo permessi di elencare i poveri pensionati radicali indicandone prima il cognome e poi il nome (mentre Danilo Quinto li ha scritti al contrario: prima il nome e poi il cognome). Abbiamo inoltre aggiunto in parentesi quadra il dimenticato Paolo Vigevano.

(4) Marco Pannella prende più di tutti, forse perché ha digiunato più di tutti... il digiuno lo ha fatto e continua a farlo ingrassare, come mai?!

 

       Tra questi, vi sono quattro ex parlamentari –Andreani, Boneschi, Craveri e Pezzana– che con il versamento per 5 anni dei contributi, percepiscono il vitalizio pur essendo stati in Parlamento per un solo giorno. (5)
       Dimenticavamo Paolo Vigevano, attuale amministratore delegato di “Acquirente Unico”, la Società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A., cui è affidato per legge il ruolo di garante della fornitura di energia elettrica alle famiglie e alle piccole imprese.: i suoi 2.199,00 netti mensili gli serviranno presumibilmente per pagare le bollette delle utenze domestiche.
 
(5) I radicali diranno che la legge, ingiusta e scandalosa, non l'hanno fatto loro, ma sono sfacciatamente bugiardi: loro l'hanno votato, e quei ridicoli versamenti volontari per 5 anni dimostrano che loro quella legge l'hanno voluta e la vogliono!
       Nessuno di loro ha mai rinunciato a questi soldi pubblici.
       Con buona pace della battaglia radicale
              contro il finanziamento pubblico dei partiti
              e contro l’uso del denaro pubblico.

       Inganno? Ipocrisia? O solo frutto della libertaria “fantasia” radicale?

Danilo Quinto

 

 

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